Desiderio di un cittadino
- ARCHEO CLUB
- 2 ago
- Tempo di lettura: 3 min

La vista si apre su uno slargo delimitato da antiche mura, sottoposte a restyling, e in quella zona insiste un pannello di recente fattura raffigurante in un murales, scene con soggetti danzanti, a ricordarci un’attività di antica memoria, anni ‘50/’70 del secolo scorso: il ballo.

In tempi che furono, quell’area era occupata dalla residenza di un’agiata famiglia di Campobello il cui fabbricato si sviluppava su due livelli: piano terreno e primo piano, definito piano nobile, occupato dal padrone di casa, mentre il pian terreno veniva adibito a circolo culturale ricreativo e di svago. Durante l’arco dell’anno vi si tenevano forum, riunioni e balli. Tale sodalizio veniva frequentato esclusivamente da una società elitaria strettamente selezionata. Negli anni successivi l’intero immobile venne ceduto al comune e adibito ad archivio storico dell’ente. Segue un evento triste poiché ad opera di ignoti va a fuoco e arreca sia la perdita della memoria storica della nostra comunità sia dei danni irreparabili alla struttura tali da determinarne la completa demolizione.

Oggi in una stele si legge “Salotto urbano” ed ospita una foto ricordo alla memoria di un nostro concittadino, Bono Salvatore, Medaglia d’oro al valore militare nel conflitto della Seconda guerra mondiale.
Percorrendo la medesima via, a breve distanza, ci si imbatte in una piazzetta, “Piazza della Addolorata”, per ammirare un’opera risalente al XIX secolo: la chiesa dell’Addolorata.

Edificio a pianta ottagonale, esempio più unico che raro in Sicilia, ricca di decorazioni, di culto e di leggende tra le quali quella del prete morto che celebra la messa. Tale monumento sconsacrato e restaurato oggi è destinato a ospitare eventi culturali e convegni. Nota: le sue origini sono legate all’anno 1810 data dell’inizio dei lavori per volere del sacerdote Manzo. Alla sua realizzazione hanno contribuito il popolo e le congregazioni, mentre la sua presenza, per la mancata demolizione, è da attribuire alla lungimiranza e alla devozione del consigliere comunale signor. Nizzola Vincenzo, fervente devoto che ha salvato così un tassello del patrimonio culturale del nostro comune. Successivamente nell’anno 2010 con contributo regionale di 600.000 euro si è provveduto a seguire un restauro conservativo - sindaco Caravà.

Non è stato possibile il recupero dell’annesso complesso monastico che ospitava le monache di clausura che è stato adibito a istituto scolastico, poiché i danni subiti dal terremoto, che ha devastato la Valle del Belice nel gennaio del 1968, hanno imposto la completa demolizione. Quell’area oggi è adibita a villetta intitolata a Catalano, un servitore dello stato vittima dell’attentato a Paolo Borsellino del 19 luglio 1992.
La stessa ospita un’opera bronzea del maestro Totò Rizzuti, realizzata nel 1984 e dedicata alle vittime della mafia.

Tra le piante che allignano in detta villetta, trova vita anche una pianta di “Caratonia siliqua” ovvero carrubo della famiglia “tabaccae” che simboleggia gli uomini Giusti.

Un fazzoletto di territorio che ci parla di giustizia, mafia e corruzione. La definivamo “L’angolo della meditazione”.
Ad una incollatura di cavallo il percorso si affaccia, superato l’intruso, nella Piazza Mercato, il Sancta Santorum della nostra comunità, situata tra le Vie Collegio e Roma. Qui si staglia la Torre dell’Orologio, edificata nel 1859 e inaugurata il 6 marzo 1877. A base quadrata, alta una ventina di metri, presenta un quadrante per ogni lato, si tratta di un’opera del Basile padre. È stata recentemente interessata da un’opera di restauro con fondi regionali risultati insufficienti per il completo recupero, non è stato infatti possibile intervenire sul complesso meccanismo che la azionava, pertanto è rimasta muta.

Non udiremo più la sinfonia un dì diffusa della tua voce, udiremo il rotolio prodotto da lattine vuote di coca cola o quello di bottiglie vuote di plastica spinte dal vento che fanno mulinello ai tuoi piedi, cercando di nascondersi dietro l’anta di un portone. Non ascolteremo mai più quel vociare confuso di banditori, frammisto a voci di donne che trattavano le mercanzie nella predetta piazza. Saremo privati dall’odore del pesce fresco che trasmetteva ai nostri sensi un’onda verosimile a quella del mare nella risacca. La promuoviamo “la Piazza della storia”.
Riflessione: tre piazze, un percorso pedonale.
Un personalissimo pensiero: l’intero itinerario con le dovute procedure di messa in sicurezza e di pulizia potrebbe essere candidato a percorso pedonale delle piazze e in occasione delle santissime feste a mercatino di Natale.
CAMPOBELLO DI MAZARA 02/08/2026
IL PRESIDENTE DELLA SEZIONE ARCHEOCLUB
CAMPOBELLO CAVE DI CUSA
ANTONINO GULOTTA



Commenti